Oman, un caffè all’alba nel deserto di Wahiba Sands

Oman alba deserto

Muscat, Oman. Sveglia alle 4 del mattino e via in 4×4 da Wadi Kabir alla volta di Wahiba Sands. L’alba non aspetta noi e dobbiamo guadagnare il punto più panoramico mentre è ancora buio. Sederci lì, sulla sabbia fine, e attendere che sia luce.

La nostra guida ci fa strada con sicurezza, ci indica come e dove. Ci fermiamo ed è silenzio. Un silenzio che assorda, rimbalzando da una duna all’altra di questo deserto dorato. La sabbia in cui affondiamo i piedi, finalmente nudi, conserva in sé il ricordo della notte che sta svanendo. È fredda, ma non troppo. E tornerà a infuocarsi nel momento stesso in cui il sole riprenderà a infuocare l’aria. È aprile, ma le temperature già sfiorano i 35 gradi.

Ci siamo. In un attimo il disco di fuoco si palesa all’orizzonte e comincia a prendere quota. La luminosità che ne deriva abbacina. E ci trasmette un senso indescrivibile di pace. Quelle ore rubate proficuamente al sonno hanno prodotto in noi la più intensa delle esperienze. Ne abbiamo consapevolezza e ci sentiamo felici. L’alba di un nuovo giorno, il paesaggio lunare, il profumo del caffè al cardamomo che si diffonde nell’aria. Tutto, ogni singolo dettaglio sembra cospirare per consegnare ai nostri cuori una manciata di ricordi indelebili. Di quelli che ti accompagnano, confortevoli, per tutta la vita.

Oman alba deserto

L’OMAN, L’ALBA E LA COLAZIONE NEL DESERTO

È ormai ora di far colazione e al caffè, ancora caldo, vengono aggiunte molte cose. Gli immancabili datteri, innanzitutto. Se ci penso bene, credo di aver imparato ad amarli proprio qui. In questo Paese da mille e una notte, misterioso e ricco di tradizione. Qui, dove il frutto ha la stessa dolcezza del miele e ne mutua la morbida scioglievolezza. Qui dove l’ospitalità lo impone come rito di cortesia in aggiunta alla profumata bevanda, senza distinzione, ad ogni ora del giorno.

Terminata la frugale colazione e prima che il sole riscaldi troppo ci rimettiamo in marcia. Ci aspetta da visitare un villaggio di beduini e, prima ancora, un rally spericolato tra le alture desertiche.

Oman alba deserto

RALLY TRA LE DUNE E I BEDUINI OMANITI

La nostra guida è pilota esperto e, anche se mio marito mi sembra preoccupato, non riesco a non trovare adrenalinico il modo in cui surfa dune da decine e decine di metri di altezza. In velocità, con il frastuono sordo delle 4 ruote motrici che sollevano sacchi e sacchi di sabbia.

Arriviamo alla tenda dei beduini. Allevano cammelli, producono artigianato tessile tinto a colori vegetali. Una donna, che avrà la metà dei miei anni e una piccola tribù di prole al seguito, ci offre del caffè omanita. È il suo modo di darci il benvenuto. Lo accettiamo, seduti a gambe incrociate su tappeti intrecciati a mano. Non parlano inglese. Ci mostrano delle stoffe bellissime, delicatamente decorate, le faccio capire che sono interessata e inizia la trattativa.

Siamo solo al secondo giorno del nostro viaggio e sono tante le cose da vedere. Anche solo restando a Muscat.

MUSCAT, SHOPPING AL SUQ – ZONA MUTTRAH

Una passeggiata via lungomare nella zona del vecchio porto di Muttrah con destinazione SUQ, ad esempio. Qui è poi d’obbligo perdersi tra i vicoli e regalarsi lunghe sessioni di shopping. Il pregiato zafferano, incensi, caftani finemente ricamati, pashmine variopinte, argenti sapientemente filigranati, legni intarsiati. Una meraviglia dopo l’altra che non basterebbero 5 valige per contenere e portare via.

Oman alba deserto

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MUSCAT, GRAND MOSQUE E ROYAL OPERA HOUSE

La maestosa Grand Mosque. Voluta dall’attuale Sultano, ha richiesto 6 anni di lavoro ed è stata terminata all’inizio degli anni 2000. Si tratta di un’opera architettonica imponente che si sviluppa su una superficie di 416.000mq. Oltre agli esterni marmorei il cui candore contrasta mirabilmente con il blu vivace del cielo omanita, è l’interno a lasciarmi senza parole. In particolare la sala di preghiera principale. Marmi, ceramiche smaltate, i rivestimenti lignei a soffitto che, ci spiegano, richiamano lo stile dei soffitti omaniti. E poi il pavimento. Ricoperto da un tappeto persiano realizzato in un unico pezzo che misura 4.200 m², pesa 21 tonnellate ed è intrecciato in 1.700 milioni di nodi. Il cui completamento ha richiesto ben quattro anni di lavoro. Lo guardo senza riuscire a distogliere gli occhi. Mi sento minuscola in confronto a tanta bellezza e perizia. E penso, rapita, a quelle mani, infaticabili e sapienti, che sono state capaci di un tale, meraviglioso, imperituro capolavoro.

Oman alba deserto

Molti qui in Oman pensano al Sultano Qaboos Bin Said come ad un sovrano illuminato. Che ha molto a cuore la cultura del suo popolo, ma anche lo scambio, proficuo e rispettoso, tra culture diverse. Da qui l’esigenza di costruire, nel 2011, la Royal Opera House, unica Opera nella penisola arabica. Anch’essa mirabile esempio di architettura omanita, per cui – scopro – sono possibili tour guidati. Scopro anche – con una punta di orgoglio – che ne è direttore artistico un italiano. Il bresciano Umberto Fanni, già responsabile della stagione lirica del Teatro Grande, e che, ci dicono, stia facendo grandi cose.

AMOUAGE E IL LUXURY SFRENATO 

La guida fornitaci dal Resort ci consiglia, quindi, una visita ad AmouageMaison della profumeria di lusso, la cui fabbrica e il visitor’s center sono proprio a MuscatAmouage è anche il nome della loro primissima essenza, uno dei profumi più costosi mai creati. Mix di 44 ingredienti tutti rigorosamente omaniti, tra cui il frankincense. Custodito in una preziosa boccetta che fu realizzata – correvano gli anni ’80 – da Asprey of London in oro, argento e pietre semipreziose. Nell’intento dei fondatori Amouage aveva la mission di ridare lustro all’antica tradizione profumiera omanita, andata persa nel corso dei secoli.

Credo ci siano pienamente riusciti, dato il loro successo planetario. Tuttavia il gusto di molte delle fragranze e, soprattutto, i prezzi restano davvero alla portata di pochi. Più arabi che occidentali, forse. Mi consolo facendo incetta di sample, che la hostess mi regala senza lesinare.

Non amo i profumi forti, ma a volte mi capita ancora di indossarne una o due gocce. Mi riportano alla mente il mio viaggio in Oman e la sua alba mozzafiato sul deserto. Ripenso a quanto quel Paese sia distante “anni luce” eppure, a suo modo, ospitale. E a come abbia saputo rimanermi indelebilmente impresso nel cuore e nei ricordi.

Per info e approfondimenti ti segnalo il sito http://www.omantourism.gov.om

 

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