Quella fetta di paradiso chiamata Key West

Key West cosa vedere

Foulard maculato stile anni ’50 tra i capelli. Occhialone alla BB quando, negli anni d’oro, passeggiava sulla Croisette. Motore rombante della mia convertible, e via, si parte per le Florida Keys. Un arcipelago di 1700 isole del sud-est degli Stati Uniti, collegate al continente da un lungo viadotto: il Seven Mile Bridge.

Il mio viaggio inizia proprio da qui, da quel ponte che rappresenta il Sogno Americano della libertà concentrato in 11 km. Ma riuscite ad immaginare un ponte così lungo? Siamo esattamente qui, il mare è a destra, a sinistra e pure sotto. Questo è il panorama che si presenta per ore. Intervallato da un po’ di terra e mangrovie, qualche pompa di benzina, qualche centro commerciale, qualche ristorante e poi ancora mare. No, qui di terra non ne vogliono proprio sapere!

Key West cosa vedere

Ogni Key ha qualcosa di speciale. Potresti passare una settimana su ognuna. Per pescare, per visitare un acquario e vedere gli squali liberi in mare. O, semplicemente, per passare una giornata su una spiaggia semi-deserta.

Riesce difficile non sporgersi dal finestrino per ammirare i pellicani, gli aironi e le palme tropicali. Capaci di eccitare anche il più compassato dei turisti tedeschi, abituati a cieli grigi e paesaggi lugubri.

Ma il viaggio è lungo e si muore dalla voglia di arrivare. Destinazione Key West, la punta continentale più a sud degli Stati Uniti. Già, sei negli U.S.A. ma quando scendi dall’auto sei vicino a Cuba. Dista solo 140 Km!

Key West, il luogo che ha fatto della libertà e della tolleranza una sorta di bandiera. L’America termina qui. Qualcuno direbbe “zero miles“! Qui infatti la terra finisce e il mare inizia, le acque dell’Atlantico si congiungono con quelle del Golfo del Messico. Qui le palme si appoggiano alla sabbia gialla. Qui i galli zampettano indisturbati per la città quasi fossero gatti randagi. Qui lo sceriffo fischietta pedalando sulla sua bicicletta.

Key West cosa vedere

Si, questa è Key West. “E qui – ho pensato – vorrei vivere”.

E allora per un giorno ci provi, in sella alla tua bicicletta sgangherata che cigola ad ogni metro percorso. Ti guardi intono e la cerchi, almeno con lo sguardo, la tua casa ideale, dove passare i tuoi giorni da pensionato. Ernest Hemingway e Tennessee Williams (e molti altri autori e musicisti) se ne sono innamorati e così hanno fatto!

Cosa volere di più… il clima è caraibico e lo scorrere del tempo è lento qui. Duval street, la via principale della cittadina, si è fermata agli anni ’20. È una bomboniera di casette colorate di tenui tinte pastello, gli alberi costeggiano le strade, stravaganti negozietti vendono souvenir, abiti da pirata e magliette con buffe scritte. Gli atelier degli artisti espongono nelle vetrine quadri o improponibili statue.

Intanto tutto è immobile, lontano dal mondo, anche il vecchio faro nonostante la salsedine, nonostante gli uragani è lì…Si, Key West è uno di quei posti dove sembra non esserci spazio per le preoccupazioni e i problemi della vita quotidiana.

Anche il il sole che tramonta qui è qualcosa di speciale, la natura è la sola, vera protagonista. Il tramonto rappresenta un’esperienza vera e propria, unica, che tutti i giorni unisce più di 500 persone nella piazza principale della città. A circa 170 chilometri ed esattamente sul versante opposto, El Malecon, la passeggiata dell’Avana, si riempie specularmente e nello stesso momento di gente…Facciamo “cin” con un cuba libre immaginando che qualcun altro faccia lo stesso dall’altra parte del mare. E ci regaliamo un’infinità di scatti fotografici! Puntualmente la Sunset Celebration si conclude nel momento in cui il sole va a tuffarsi direttamente nelle acque del Golfo del Messico, accompagnato dagli applausi della gente in contemplazione.

Key West cosa vedere

Di notte Key West si trasforma, ed ecco la parte più eccitante di tutta la vacanza. L’aria tranquilla e un po’ assonnata di questa cittadina scompare e, come una bella donna, si prepara a far serata. 12 cm di tacco, orecchini vistosi, una blusa scollata, un tocco di rossetto, due gocce di profumo. E via, tutto inizia ad essere musica, cocktail, e “struscio” su e giù per i tanti localini che si susseguono sulla via principale..

E poi si sente raccontare sempre la stessa storia, diventata leggenda da queste parti. «Mi autografa l’ ombelico?». Una donna si avvicina al tavolo dove Truman Capote sorseggiava Daiquiri con Tennessee Williams. Capote l’accontenta. Ma il gesto fa infuriare il marito della signora. Che si precipita al tavolo degli scrittori e, in un impeto d’ira, si sbottona i pantaloni e urla: «Vuol firmare anche questo?». «Al massimo potrò metterci le mie iniziali» risponde imperturbabile lo scrittore. Che tempi!

E, quel locale, il Capitan Tony’s Saloon, è ancora qui. Ma è la clientela ad essere cambiata. Ora sono i turisti che qui la fanno da padroni! I galli ci sono ancora, ma gironzolano per la cittadina senza combattere più. L’atmosfera però è ancora quella di ieri: isola della tolleranza, Key West è ancora un luogo dove tutto può accadere. E la notte lo dimostra. È libertà che si respira, a partire dalla mattina, passeggiando su e giù per le vie residenziali, un po’ buffe a volte e particolari. Libertà che assapori nella grande e bellissima spiaggia a Fort Zachary Taylor Historic State Park. Questa isola sembra aprire le porte a chi ha voglia di lasciare a casa inibizioni e pregiudizi. A chi vive la vita in piena libertà, la differenza è culturale. Tutto, a partire dalla gente che incontri seduta ai tavolini dei bar, sembra dimostrarlo. E sembra esserci un’incredibile rottura tra lo stato conservatore della Florida e l’atteggiamento da “vivi e lascia vivere” dell’isola.

Key West cosa vedere

E pensare che, paradossalmente, furono proprio quegli eroi della letteratura che, approfittando della solitudine dell’isola per scrivere, han fatto poi da calamita al turismo di massa. Questa è la «libera repubblica di Conch», nata dalla secessione – mai presa sul serio da nessuno – dagli Stati Uniti e ormai ridotta a un gioco di bandiere e passaporti-souvenir. Eppure fu votata davvero in quel 1982, per protestare contro le azioni della polizia federale che – lanciate per arginare il traffico di droga- stavano praticamente uccidendo il turismo locale. Perché è proprio il turismo ad aver salvato la città. Con i fondi del New Deal, Key West fu trasformata in meta turistica di lusso, recuperando le abitazioni di legno in stile coloniale e la piccola Bahamas dei pescatori.

Key West cosa vedere

Ma non mi sembra giusto svelare tutto…Key West è da vedere si, ma ancora prima è da vivere. Perché proprio nella sua diversità, nella suo essere edge & eccentric si respira quell’aria di tolleranza che, spesso, manca in tante delle nostre città. Un consiglio: valige leggere e voglia di lasciar vivere. Perché la felicità è davvero per tutti e a Key West questo si vede.

È nelle giornate uggiose, soprattutto quelle che segnano l’inizio dell’autunno, che mi incanto davanti ad una di queste immagini… Ne respiro di nuovo la pace e la semplicità, la tolleranza e l’equilibrio…del resto Ernest (Hemingway) visse qui per oltre 10 anni, scrivendo alcune delle pagine più belle della letteratura di tutti i tempi.*

*racconto scritto da Elena Rossi per themessyluggage.com

 

2 comments on Quella fetta di paradiso chiamata Key West

  1. Ester
    27 marzo 2017 at 22:18 (5 mesi ago)

    Bellissimo questo racconto, l’ho adorato! È da qualche anno che “annuso” questa meta di viaggio… adesso sono ancora più invogliata 😉

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    • MissMessyLug
      28 marzo 2017 at 11:14 (5 mesi ago)

      Ma grazie Ester! E’ stato scritto da Elena, neo-membro della MessyCrew e viaggiatrice incallita. Sono d’accordo con te: e’ un racconto bellissimo che trasuda entusiasmo e, anche, un bel po’ di nostalgia 🙂
      Ne seguiranno altri, stay tuned 😉

      Rispondi

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