Dieci espressioni tipicamente British che non puoi non sapere

A inizio febbraio ho raggiunto il traguardo dei primi tre anni da Londoner. Anzi da Italian Londoner, come preferisco definirmi. Cosa ho imparato da questa esperienza? Non una, ma un’infinità di cose. Sulla lingua innanzitutto.

Certo, il primo step è stato metabolizzare l’abbondanza grondante di sorry-please-thank youhow’s it going/how are you, have a nice day/evening. Mantra perenne che ti ripetono ovunque tu metta piede, ogni giorno e ad ogni ora del giorno. E a cui, pur non essendo abituato, non puoi non offrire un pronto e altrettanto cortese riscontro, pena l’apparire rude e impolite agli occhi dei nativi.

Accantonato il capitolo greetings, ho cominciato quindi a focalizzare alcune espressioni di questa lingua meravigliosa e musicale. Ricca di sorprendente ironia e tradizioni millenarie. I cosiddetti idioms, per intenderci. Alcuni difficilmente traducibili nella gloriosa lingua di Dante e Petrarca, ma altrettanto degni di essere ricordati. Tanto che ho preso l’abitudine di annotarli in un piccolo taccuino per tenerli a mente e non perderne neanche uno.

In questo post te ne propongo un primo bunch: dieci very British idioms, che è utile sapere se conversi con un local. E non vuoi passare per ultimo arrivato.

it’s not my cup of tea

First of all. Questo idiom è un vero e proprio landmark per i Britannici. Che hanno verosimilmente tea e non sangue che gli scorre nelle vene. Preoccupati se ne senti menzionare in una conversazione. Sarà riferito a un qualcosa/qualcuno che proprio non garba al tuo interlocutore.

apple of my eyes

Al contrario della precedente, questa espressione idiomatica, derivante dall’Inglese arcaico, fa riferimento a una persona amata sopra ogni altra. Apple sta per pupilla degli occhi di chi parla. Mi chiedevo: sarà forse per questo che Gwyneth Paltrow ha chiamato sua figlia Apple? Mah.

out of the blue

Poetica, essenziale e una delle mie preferite, fa riferimento a un qualcosa capitato d’improvviso. Potrebbe essere l’equivalente del nostro fulmine a ciel sereno. No?

we’re in a jam

Espressione old-fashion per intendere una situazione poco piacevole/problematica in cui ci si è trovati invischiati. Jammed together ne è un’estensione e fa riferimento a quando più oggetti o persone sono serrati in uno spazio ristretto. Come è appunto un barattolo di marmellata.

shower/shower of invitations

Gli Inglesi sembrano avere molta affezione con il termine shower. Shower è il tipico scroscio di pioggia che la fa da padrone nel forecast della BBC del mattino. Ma è anche, se vogliamo, un sinonimo del termine plenty. Shower of invitations indica la quantità massiva di inviti ricevuta, ad esempio, da un socialite in vista della stagione mondana.

couch potato 

È un’espressione divertentissima che poco o nulla ha a che fare con i tuberi. Le patate da divano (?!) sono quelle persone pigre che trascorrono, appunto, molto del loro tempo sul divano (couch) davanti alla tv. Lo avresti mai detto?

wild goose chase

Espressione che richiama una citazione dell’atto secondo, scena 4a del Romeo e Giulietta di Shakespeare. Wild goose chase è un idiom che sta ad indicare una ricerca inutile, che non darà alcun frutto. Oche selvatiche ne abbiamo? si? no? in ogni caso è inutile cercarne, secondo il buon vecchio William. Ci fidiamo?

out of the box 

È un’espressione, a mio avviso, molto potente che sta ad indicare un pensiero creativo, anticonformista, non convenzionale. Insomma, fuori dagli schemi, come si suol dire.

smooth as a baby’s bottom

Smooth è un termine davvero abusato. C’è stato un periodo in cui non facevo che sentirlo. Sta per liscio, levigato, ma anche morbido. Appunto come il culetto di un bambino. Associato a specialità culinarie ne celebra invece la gradevolezza, l’equilibrio degli ingredienti.

happy as a clam (at high water)

L’ultimo idiom è davvero poco comprensibile per noi italiani. Come si possa essere felici come una vongola…vallo a capire. Certo una vongola in acque profonde è sana e salva. Quindi felice, cavolo se lo è. La chiave di comprensione è quindi nella seconda parte di questo detto, ahimè, spesso sottintesa in corso di conversazione. Ricorda di farci mente locale, se capita. E no, non pensare subito agli spaghetti. In questo caso, fidati, non c’entrano davvero nulla. 🙂

 

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