Inguaribile romantica? Ecco cinque motivi per cui amerai La La Land

Acclamato vincitore di 6 premi oscar, La La Land è decisamente un film per romantici. Di quelli che ti tengono incollato alla poltrona fino alla inevitabile, imbarazzata, liberatoria lacrimuccia finale. Ma non solo. La La Land è un film che racconta la tenacia, la forza di una passione totalizzante, quale è quella per l’arte. Passione che porta Mia e Sebastian, aspirante attrice lei, jazzista squattrinato lui, ad incontrarsi e ad amarsi. Amarsi tanto da perdersi, è vero ma non veramente del tutto.

Una storia triste? Per niente. Una storia densa, densissima di energie positive piuttosto. Vitaminica, come l’ha definita The Guardian. Un po’ con la testa tra le nuvole, come l’ha definita il Telegraph. E che non potrai non amare per questi 5 semplici motivi.

La La Land e la sceneggiatura chiusa nel cassetto – 1

Il 32enne Damien Chazelle, regista e sceneggiatore del film, covava il progetto di un musical ispirato agli anni 50 fin dai tempi di Harvard. Ci aveva lavorato con l’amico e compagno di studi, nonché compositore, Justin Hurwitz. Tuttavia, il progetto rimase a lungo dormiente a causa dello scetticismo dei produttori. Non erano disposti a finanziare un musical dalle ambientazioni contemporanee e per di più con musiche inedite. Ma Chazelle non si diede per vinto, credeva in quel progetto, decise di accantonarlo ma non di rinunciare. Dopo circa 5 lunghi anni, sulla scia del successo di un altro suo film, Whiplash, ritirò fuori l’idea. Facendo centro, e questa volta su tutta la linea. Della serie, se ci credi succede.

La La Land al femminile – 2

In La La Land il centro della scena è decisamente di genere femminile. Emma Stone impera, incanta, ammalia. Dalla vertigine di una falcata che trasuda grazia felina al viso tirato di sofferenza nelle scene più intense. Dalla dolcezza di una voce che possiede, sicura, le note più sorprendenti alla potenza di un’espressività in grado di rendere i più diversi stati d’animo.

Altra grande protagonista femminile è decisamente Los Angeles, città dei sogni inseguiti e, spesso, smarriti. Sapientemente raccontata nella sua bellezza e nelle sue miserie. In un misto di realismo e aspettativa, mitigati da una moderata, costante ironia.

La La Land e quel tuffo al cuore dell’inizio – 3

La scena iniziale girata su una rampa dell’autostrada di Los Angeles, che conduce a downtown. Quanto ci ricorda Fame di Alan Parker? La scena corale del balletto per strada a New York, hai presente? Due giorni di lavorazione e 100 ballerini per un effetto che definire adrenalinico è quasi sminuirlo.

La La Land e la colonna sonora – 4

È di quelle che non si dimenticano. Jazz, jazz e ancora jazz, sonorità eleganti, romanticismo a gogo’. In più c’è lo zampino di John Legend. Il film ha vinto l’oscar sia per la miglior colonna sonora sia per migliore canzone originale a City of Stars. Devo aggiungere altro?

La La Land e l’effetto Sliding Doors – 5

Uno dei momenti di maggior potenza del film è indubbiamente nel finale. Mia e Sebastian si rincontrano, a Los Angeles, fugacemente e casualmente dopo 5 anni. Entrambi hanno realizzato i propri sogni, anche se separatamente. Sono felici. Ma cosa sarebbe successo se lui…e se lei…in una sequenza di fast-motion-scenes il regista ce lo racconta sviluppando un altro piano narrativo, ipotetico certo, ma decisamente realistico. Una tecnica che a me ha ricordato in qualche modo Sliding Doors, ricordi il film del ’98 con Gwyneth Paltrow?

Per questi e molti altri motivi, tra cui un Ryan Gosling bravo e convincente (ma un passo dietro Emma), La La Land è un film da vedere. E il premio oscar Damien Chazelle un giovanissimo regista da tenere d’occhio. La sua prossima sfida? Un biopic. Ancora con Ryan Gosling e racconterà del primo uomo sulla luna.

* All photo courtesy of Liongatepublicity.com – Photo Credit: Dale Robinette

 

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