Viaggio in auto con micio, si o no? meglio lasciarlo alle cure della vicina o sperimentare con lui l’emozione della scoperta di nuovi luoghi e avventure?

viaggio in auto con micio

Ti confesso che avevo anch’io molte perplessità mentre programmavo il giro che ci apprestavamo a fare quest’estate.

In genere a Gonzaga piace accomodarsi in trasportino e farsi scarrozzare da una parte all’altra della città. E questo é sicuramente un punto a suo favore. Questa volta però non si trattava di un tragitto di poche ore. Ma di un pet-trip in piena regola. La tabella di marcia prevedeva oltre 1200km in tour per l’Europa con diverse tappe. Insomma quest’anno il nostro solito road trip UK-Italia estivo era denso di molte incognite…a quattro zampe.

viaggio in auto con micio

Come avrebbe reagito il nostro giovane Siamese sotto il cui manto vellutato batteva comunque un cuore avventuroso? Di quali documenti avrebbe avuto bisogno per il viaggio? E, soprattutto, come avremmo dovuto regolarci noi per rendergli questo suo primo trip quanto più confortevole possibile? Quante ansie…ingiustificate.

Con il famoso “senno di poi”, posso dirti che il nostro viaggio con micio è stata un’esperienza bellissima. Lui, a dispetto delle scomodità e delle tante ore d’auto macinate, si è rivelato un compagno di viaggio curioso ed entusiasta. Certo ci ha messo un po’ ad adattarsi ai nuovi ambienti e ai nuovi spazi, una volta giunti a destinazione. Ma poi è tornato il solito adorabile pestifero di sempre.

viaggio in auto con micio

viaggio in auto con micio

Anche tu stai accarezzando l’idea di un road trip con gatto al seguito, ma non sai da dove iniziare ad organizzarlo? No worries, ti lascio un piccolo vademum con 5 step da seguire. Soprattutto se conti di andare oltre confine col tuo pelosetto.

1. Viaggio in auto con micio – il Pet Passport

Dopo aver letto tutto il leggibile in rete, ho chiesto consiglio al veterinario, agli amici gattari, ai suoi allevatori. Da questo primo giro di informazioni ho realizzato che il primo step da affrontare erano le procedure burocratiche. Ovvero per viaggiare in Europa anche il gatto, come le persone, ha bisogno di un documento. Ovvero il Pet Passport, un documento che contiene le informazioni essenziali del tuo pet. Razza e caratteristiche, numero di microchip, attestazione delle vaccinazioni eseguite. In genere è il veterinario curante che si incarica, dietro specifica richiesta, di attivarsi per quanto necessita al rilascio. La procedura richiede una vaccinazione antirabbica e, prima di mettersi in viaggio, che siano trascorsi 21 gg dalla medesima. I costi variano, considera che a Londra, una città carissima, si aggirano sulle cento sterline e oltre.

2. Viaggio in auto con micio – hotels pet friendly

Il secondo step é stato prenotare un hotel pet friendly per le tappe che avevamo deciso. Non credere alla leggenda metropolitana della carenza di strutture alberghiere disposte ad ospitare il nostri amici pelosi. Ce ne sono tantissime che offrono questa facility in tutto il territorio europeo. Io ho prenotato con booking.com senza alcuna difficoltà. Mi é bastato flaggare la casella “pet friendly” in fase di ricerca. Et voilà, il gioco è fatto. Ci sono molti hotel indipendenti che offrono questo servizio, ma anche molte catene. Se vuoi andare sul sicuro cerca una catena rodata come, ad esempio, Novotel.

3. Viaggio in auto con micio – rendere l’abitacolo confortevole e mettere lui a suo agio

I gatti sono animali comodosi, si sa. Per questo mi sono preoccupata di lasciare a sua disposizione l’intero sedile posteriore dell’auto. Opportunamente foderato con la sua copertina preferita. E, dietro consiglio del vet, spruzzato di feromoni rilassanti 15 minuti prima della partenza. Qui ho posizionato il suo trasportino. Quando ha poi iniziato a dare segnali di insofferenza ho messo in atto il piano B. L’ho fatto uscire dal trasportino e gli ho fatto indossare una pettorina con guinzaglio. Ho assicurato quest’ultimo a un gancio che gli ha consentito di essere libero di muoversi, ma non di ostacolare la guida.

4. Viaggio in auto con micio – cibo si o cibo no?

Cibo si o cibo no durante il tragitto? In molti sconsigliano di mettersi in viaggio con micio a stomaco pieno. Le oscillazioni dell’auto potrebbero dargli noia e provocargli vomito. Meglio tenerlo a digiuno nelle 6 ore precedenti alla partenza. Anche su questo, ti dico, ogni animale ha una sua particolare attitudine che puoi verificare solo con l’esperienza. Ho tenuto micio a digiuno nella prima parte del viaggio, ma ululava per i morsi della fame. Ho ritenuto dunque di fornirgli un “light breakfast” a base di dry food nel secondo giorno di trip. E di rifocillarlo con snack durante il percorso. Tieni a disposizione anche una ciotolina da riempire con acqua durante le soste e farlo bere. Te ne sarà grato.

5. Viaggio in auto con micio – il necessaire per le soste

…e con i bisognini come si fa? E i suoi giochini, devo portarli?

I gatti sono un po’ come i bambini piccoli, per questo prima di partire ho predisposto una piccola borsa con tutto il necessario, ovvero:

  • una bacinella o lettiera di piccole dimensioni da mettergli a disposizione durante le soste
  • un sacco da lettiera pieno di sabbietta che ho chiuso con una clip + una palettina per rimuovere ‘il prodotto’
  • guanti monouso e salviettine umidificate disinfettanti
  • wet, dry food e snack della sua marca preferita
  • ciotoline per acqua e cibo
  • feromoni rilassanti da spruzzare all’occorrenza
  • documenti
  • qualche giochino

Insomma, con pochi accorgimenti, il nostro viaggio in auto con micio da Londra a Milano ha avuto un bilancio più che positivo. E poi, come ti dicevo, lui si è adattato bene a tutta la situazione. È un gatto giovane, ha appena compiuto un anno ed era questo il momento adatto per abituarlo a un’esperienza del genere.

L’alternativa era lasciarlo in una cattery per più di un mese e, credimi, ne avrebbe sofferto troppo. Molto di più dei disagi che ha affrontato viaggiando con noi. Del resto che senso ha prendersi la responsabilità di un cucciolo se non si vuole condividere con lui vita ed esperienze?

Leggevo giorni fa di numeri allucinanti sull’abbandono degli animali d’affezione durante il periodo estivo. Non riesco e non riuscirò mai a comprendere come si possa solo pensare di ricorrere a una soluzione così aberrante. Per cosa poi? Per non avere il “problema” di badargli mente pensi a divertirti e a farti l’ennesimo selfie summer version da ostentare sui social?

Mettersi in casa un cucciolo è un impegno e una responsabilità non solo pratica, ma anche etica. Gli animali hanno sentimenti profondi, puoi leggerglieli negli occhi quando ti guardano con amore. Si affidano a noi per essere protetti, nutriti e coccolati. Per condividere ogni angolatura del nostro percorso…e pazienza se questo ci crea un problema in più. E poi…ci credi? basta un filo di senso pratico per risolvere e godersi una vacanza con pet al seguito…e vuoi mettere la felicità di stare tutti insieme? É davvero impagabile.

 

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