Gatto maschio alfa, piccolo manuale di sopravvivenza

gatto maschio alfa

Maschio alfa e maschio beta. A quanto si dice in giro, oggi gli uomini si distinguono così. In base alla tipologia genetica. Bisogna diffidare dei primi e accontentarsi dei secondi, se desideriamo una relazione a lungo termine. Le riviste femminili fanno a gara per persuaderci che il maschio alfa, affascinante canaglia, non fa per noi. Versando fiumi e fiumi di inchiostro su come individui di tale specie, virili e dominanti, si cibino abitualmente di donne indifese. Attratte istintivamente come falene dalla luce e, irrimediabilmente, destinate a bruciarsi.

Ma che fare se poi questo maschio alfa, nonostante tutte le precauzioni del caso, ce lo ritroviamo in casa?

No, non dico sotto sembianze umane. Ma… feline. Sai quel dolce batuffolo di pochi mesi, tutto occhioni e fusa, che è arrivato recentemente a portare tanta gioia nel tuo nucleo familiare? Crescendo potrebbe rivelare i caratteri del capo branco, ergo gatto maschio alfa dominante. Facendo di te esattamente quello che vuole, e quando ne ha voglia.

Sorpresa? Ti capisco, ma, se anche succedesse no worries e vediamo piuttosto come correre ai ripari.

Riconoscere i segnali del gatto maschio alfa

Innanzitutto individuando i sintomi di quella che la letteratura definisce Alpha Cat Syndrome. Riconoscibile in quei gatti particolarmente refrattari a seguire delle regole. Come possono essere gli orari della pappa, ad esempio. Questi gatti manifestano la loro esigenza – e il disappunto che non venga immediatamente soddisfatta – miagolando a lungo e con tono acuto.

Altro sintomo è la richiesta di attenzione e gioco che, una volta accordata, si trasforma, a sorpresa, in un episodio di aggressività. Anche con morsi e graffi.

gatto maschio alfa

Molti gatti maschi alfa mordono il naso o le dita dei loro padroni per tirarli giù dal letto la mattina.

Sono tutti modi in cui il gatto maschio alfa cerca il confronto con l’umano per affermare la sua dominanza. E, in qualche modo, averne ragione e manipolarlo.

E allora che fare?

La soluzione risiede, innanzitutto, nell’evitare ogni occasione di confronto. Ad esempio, per scongiurare la sveglia con “mordicchiamenti” di cui sopra evitiamo che il gatto dorma con noi. Ma predisponiamo per lui una zona notte separata, che sia dotata di tutti i confort, ma solo sua.

O se gli passasse per la testa di scambiare il giorno per la notte ululando per reclamare compagnia, armiamoci di pazienza e…tappi per le orecchie.

Lui è dannatamente furbo, è vero, ma noi possiamo giocare di psicologia. Ignorarlo nei suoi capricci e dargli attenzione quando, terminate le lamentele e miagolii isterici, ne sarà finalmente meritevole. E, anche sul cibo, mai assecondare i suoi desideri random. Ma rimanere fedeli alla tua tabella di marcia. Se prevede due pasti al giorno, che siano quelli. Punto.

È risaputo infine che il gatto maschio alfa é particolarmente vivace ed iperattivo. Sempre alla ricerca di attività che vorrebbe condividere con il padrone. É un suo modo di dimostrare affetto. Anche se, per la maggior parte di noi, é impossibile stargli dietro nella pienezza dei suoi ritmi.

Sta a noi, con pazienza e metodo, ripristinare il giusto equilibrio nei rapporti quotidiani tra gatto e umano. Incanalando il micio al rispetto di ruoli e verso una convivenza che sia armonica e soddisfacente per entrambi.

Ignorarlo anche se ti costa fatica

Come dici? Magari valessero le stesse regole anche per gestire un maschio alfa di genere umano? E chi ti dice che non siano ugualmente valide.

Ricorda: il segreto è ignorarlo e dargli attenzione solo quando lo merita. Bastone e carota, hai presente? 😉

fonti: Anita di Diamanti di Luna Catteryvetinfo.com

 

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